mercoledì 12 novembre 2014

Migrante senza traccia

Non sono che il corpo
sulla tela che hai dipinto,
d'un colore stinto,
non tenue,
un segno che si perde.

Paura, eh? D'ali rapaci e becco avido,
ma più che piume non trovi. E arruffate,
dalle sfumature sgraziate,
per nulla soffici e arrendevoli
nel groviglio che pizzica.

Da altezze spudorate
su onde chiassose,
tenuto sveglio dalla fame
ho teso la mano,
ma sono annegato.

Sono migrante,
sono Africa,
sono un luogo
che non lascia traccia
altra che pena e sangue
e desiderio
che la marea cancella.

Sono Sud,
sono terra pestata,
terra divorata,
terra depredata
da sciacalli e iene
e uomini
che m'han lasciato sfatto.
In balìa.

Non volevo arrivare primo,
volevo soltanto arrivare,
toccare con mano, stringere nel pugno
questa sabbia lontana.


E condividerla.

© G.M. Schmitt

martedì 11 novembre 2014

Canzone

È qualcosa nell'aria,
pochi spiccioli gettati
affinché germogli qualcosa.

È tutto ciò che ci resta
per sgravarci della zavorra
e ricominciare poi dal tutto.

È il vuoto che va riempito
per sbaragliare il nulla
che vuol assorbire il vuoto.

È l'infinito con il nostro inizio
che scalcia e s'impenna e disarciona
ogni soma indegna d'infinito.

È l'aria tersa su vette candide,
è l'oro zecchino nato dal fuoco,
è l'acqua mai cheta che lambisce i corpi.

Qualcosa che non avresti mai detto
tutto ha rivelato di noi
e in noi ha plasmato un vuoto
che va a colmarsi d'infinito.


È l'aria tersa,
è l'oro zecchino,
è l'acqua mai cheta
nel nostro destino.

È l'acqua mai cheta,
è l'aria tersa,
è l'oro zecchino
d'una vita riemersa.

È l'oro zecchino,
è l'acqua mai cheta,
è l'aria tersa

in questa vita concreta.

© G.M. Schmitt

lunedì 10 novembre 2014

In questa notte ch'è già alba

Adagiati accanto a me,
mia unica,
e assapora meco
queste ore.

Tieni chiusa la finestra,
non lasciar cadere stelle
su di noi,
siamo noi a bastarci
e quanta luce,
luce,
tra di noi!

Scosterò appena le tende
se lo vuoi,
giusto un po' di luna,
è vero,
ci renderà veri.

Ma poi perché,
unica mia,
alzarci a bere e fumare?
Abbiamo acqua a profusione
e carezze e gesti e sguardi
a sazietà.

No, non alziamoci invano.
Il tepore di te,
il tepore di me
prescindono dal camino.

Distendiamoci sereni,
appagati, assonnati,
amati,
con gli occhi socchiusi
e il sorriso lieto.

Amore,
ti ho mai detto
che
sei tutto?

Stringiamoci ancora
e ancora scostiamoci
per riempirci lo sguardo,
per riempirci il respiro.

È cascato il piumone.
Lascialo lì,
unica mia.

Lascialo lì.

© G.M. Schmitt

domenica 9 novembre 2014

Forse, oltre

Svolgi la vita
in compartimenti stagni
e non vedi il male
nel dolore inferto
mentre guardavi altrove
mentre cercavi altrove
mentre trovavi altrove.

Ne faresti volentieri a meno,
ma non puoi impedirti
di guardare la strada,
quello no,
e prima o poi
la curva che non t'aspettavi
e forse, oltre,
una luce.

Nuova.

© G.M. Schmitt

venerdì 7 novembre 2014

Sarà nuovo

Il 31 dicembre
non faceva per me.
No, la fine non
faceva per me.
Ma tutto il resto
che v'è girato attorno
non era per me.
I tuoi jeans attillati e comodi,
non era per me.
I tuoi capelli lisci e lucenti,
non era per me.
I tuoi sorrisi smarriti nella mente,
non era per me.
I tuoi orgasmi accuratamente distanziati,
non era per me.
La tua allegria serena,
non era per me.
Il sogno che accompagnava le tue carezze,
non era per me.

Si è infranto.

Non cadere ora,
le mie braccia non hanno forza ora,
plana invece
e
adagiati,
il momento è passato,
stringimi
e
riposati.

Forse non
distoglierai lo sguardo,
forse lo
punterai ancora.

Ma che importa?

Ho le spalle umide
di un pianto
rivolto altrove
questa notte.
Ma c'è un risveglio
ogni mattino
e lacrime e rugiada
e il tuo viso
incomparabile
sono su me e in me.

Un sorriso nel segreto,
un sorriso per me.

Ti accarezzo un po',
ti va? Amore,
non sono la stampa.

Non sono un'idea.

non sono una pattumiera.

No.
Sono io, che credi?

Plana
e
adagiati.

Stringiamoci
(il mondo è angusto)
e se vuoi amiamoci.
Di stelle e segreti
son pieni i mondi
e il mio
ha gli occhi sbarrati
per lo stupore.

È un incanto
il cielo stanotte,

non credi?

© G.M. Schmitt

giovedì 6 novembre 2014

Chi sei tu?

Chi sei tu
il cui corpo
ho amato appassionatamente,
la cui anima
ho sondato incessantemente?

Chi sei tu
la cui bellezza
sfiora Dio?
Chi sei tu?

Non scioglierti, non scioglierti,
non scioglierti mai
come neve ghiacciata
che cola su un fiume
senza sorgente né foce.

Evapora, se vuoi,
ritocca il tuo cielo,
lasciami respirare
nella tua densa atmosfera.

Ma non scioglierti, non scioglierti,
non scioglierti mai
come neve ghiacciata.

Chi sei tu?
Vuoi essere una col sole?

Chi sei tu?
Non nuoti nell'acqua fredda.

Chi sei tu?
Cerchi tepore in acque termali,
ma quest'anno le terme

le han tenute chiuse.

© G.M. Schmitt

mercoledì 5 novembre 2014

Lo sono

Sono innamorato di te,
non c'è niente da fare.
Dopo secoli che ti ho amata,
che dico?
dopo millenni che ti ho sposata
in questo cielo
che non è solo nubi
sono innamorato di te
e mi batte il cuore
al solo accennarti
nei più remoti pensieri.

Sono innamorato di te
e forse non dovrei,
ma perché no?
eppure lo so.
La tua vita adesso
è meravigliosa, dici,
con un altro uomo.
La tua anima è innamorata, dici,
di un altro uomo.
La tua casa,
la tua apparenza,
il tuo vagare sono esposti
con un altro uomo, ora.

Ma che ci posso fare?
Ho provato, sai?
ad odiarti, sminuirti
biasimarti, accusarti,
deprecarti, umiliarti,
depennarti, eliminarti.
Ma niente,
ancora ti bramo
come la cerva brama l'acqua,
innamorato di te

sino all'ultimo mio respiro.

© G.M. Schmitt