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venerdì 7 agosto 2026

Ceuta

Quando giungemmo al confine

un impeto di gioia ci pervase,

poi furono pianti e suppliche

e imprecazioni. E talvolta bestemmie.


Ci avvicinammo al confine

col cuore che batteva a mille

e i nostri migliori sorrisi,

un po’ beoti forse, ma autentici.


Il pensiero del confine a venire

intessuto nelle nostre anime,

l’idea di una tragica fine

nulla di più che un’astrazione.


Abbiam vagheggiato un confine per anni

sorretti dalla speranza certa

d’un futuro sereno per tutti

e inaccessibile al dubbio.


Dormivamo sonni tranquilli,

colmi di sogni lieti e rassicuranti,

finché non sono arrivati gli schermi

e abbiamo avuto una nebbia da dissipare.


In principio Dio li creò,

a immagine di Dio li creò

con l’eternità nel cuore

e un bisogno ineluttabile di armonia.


© G.M. Schmitt


venerdì 20 marzo 2026

Sconfitto

Sconfitto d’una vita

iniziata col capo chino

sul Passero solitario

 

Dovevo impararla a memoria

ma avrei preferito sapere

perché me la trovavo davanti

 

Gli anni son passati veloci

e ho dovuto almeno tentare

di vivere una vita intera

 

A nessuno piace il fallimento

e men che meno riconoscerlo

ma la vita è prodiga di specchi

 

Anche i sogni son svaniti

spariti senza lasciare traccia

e forse dovrei fingere d’inseguirli

 

Dovrei ancora tentare una parvenza?

ripulirmi e poi sfoggiare

quello che non c’è più?

 

Se mai c’è stato

 

Se mai c’è stata una speranza

era un filo già esile

ch’andava assottigliandosi

 

Ora non ci sono che parole

pesanti o grevi chissà

ma soltanto quelle hanno il mio odore.

 

© G.M. Schmitt

lunedì 9 marzo 2026

Non hanno mai fine

 “Il suo viso era gioioso, come pervaso d’amore” (Ester 5, CEI)

 

A un certo punto ho smesso

di accumulare sogni

e ho voluto far la conta

di quelli realizzati.

Pochi – preziosi – ne ho trovati,

ma il mio tesoro onirico,

il mio maniero, la mia fortezza,

per quella montagna ormai è tardi.

Una pietra dopo l’altra s’è sgretolata.

Le mura, ogni muro, ogni parete,

ogni quadro appeso o pensato,

ogni elemento appena abbozzato,

tutto svanisce come

l’incubo al risveglio.

Ma quelli erano i miei gioielli

e quelli che ancora non ho perso

attendono consapevoli l’oblio.

 

Poi c’era l’amore, quello più grande,

quello che mi avrebbe aperto gli occhi.

Un tentativo, due, tre, quattro,

ma la vista è soltanto scemata.

 

Poi c’era, poi c’era, poi c’è

 

appena ancora l’attesa

di uno sguardo almeno.

 

© G.M. Schmitt

martedì 11 novembre 2025

Si libra su un tenue filo

Ho avuto sempre la realtà

attaccata a un filo,

come un aquilone.

Si librava e saltavo

una duna via l’altra.

 

E quando m’accasciavo

s’accasciava anch’essa

ed era di nuovo

il sogno la mia verità.

 

Che mondo e morte

non possono carpirmi.

 

© G.M. Schmitt

domenica 2 novembre 2025

Strani

Se non siamo protetti

tanto vale gettarci

negli abissi con al collo

una macina da mulino

come i peggiori degli umani.

 

Ma i germi si inoculano

quando sei un bimbo.

È successo a me e a chissà

quanti altri.

 

Fiere allo sbando

su un pianeta spietato,

“strani” per tutta la vita

che saranno sangue e melma

senza protezione

come un cuore senza pelle

come esseri

troppo nudi.

 

© G.M. Schmitt

giovedì 16 ottobre 2025

Às

Quando il giorno è nuovo, le auto poche e il silenzio tanto

uscire sa essere meno minaccioso,

le voci parole invece di brusio indecifrabile,

inconsulto il mio passero riesce ancora a far sentire la sua voce

e a volte anche il passato torna con la tua voce non ci lasceremo mai.

 

Per questo ho deciso che il giorno vecchio è compagnia migliore.

Ma arriverà un giorno nuovo veramente.

 

© G.M. Schmitt

domenica 3 agosto 2025

Piccoli mondi

Pensano cose che io non penso

rinchiusi nella stanza gremita,

un piccolo mondo in cui io son l’alieno.

Vivono e sono seri e hanno impegni

e pensano a far girare meglio le quinte.


Io non la penso come loro,

ma non me ne vanto mica.

Mi sento un alieno

(forse perché sono alieno)

e non mi godo la scena

perché devo sforzarmi;

voglio integrarmi,

voglio sguardi altri su di me,

voglio rompere il bicchiere

facendo cin cin e invece

il bicchiere vado a riempirlo di nuovo

e me lo porto fuori

a guardare il cielo

e quel cielo lo investigo

in cerca di un altro

piccolo mondo,

in cerca di un’altra

linea di pensiero.


© G.M. Schmitt


sabato 2 agosto 2025

Ballo in maschera (Qualcuno guarda giù, qualcuno guarda in su)

Vogliono incontrarsi,

parlare e stare sereni,

rilassati e ridere e sorridere,

tenersi la mano e accarezzarsi,

passeggiare sulla spiaggia,

percorrere sentieri,

raggiungere una meta,

una qualsiasi dimora felice.

 

Vogliono percorrere il cammino

abbracciati l’uno all’altro,

attenti a non inciampare.

 

Salutano tutti, sono educati,

son benvoluti e accolti

a ogni festa e a ogni rito.

 

Incontrano qualcun altro,

si appassionano all’avventura,

scalano monti e traversano mari.

 

Fissano nuovi volti e nuovi corpi,

navigano enormi fantasie,

spingono più in là la delusione.

 

Un giorno osservano mani rugose,

le confrontano con le proprie,

si rispecchiano in volti appassiti.

 

Abbracciano ricordi, si avvinghiano gli occhi,

si tuffano insieme, tornano distanti;

i letti, ormai, sono in altre città.

 

Una maschera a ossigeno li separa,

ma non credono che sarà per sempre,

lo sperano soltanto.

 

Il pastore non ha molte parole,

vorrebbe essere altrove

e altrove si rifugia in fretta.

 

La bara non contiene nulla che sia amato,

i vedovi sfilano via mascherati,

pronti al ballo.

 

Qualcuno guarda giù,

qualcuno guarda in su,

in mezzo scorre il fiele.

 

© G.M. Schmitt

venerdì 23 agosto 2024

Come i gamberi

Non tornerò sui miei passi

con la faretra vuota

in un tentativo estremo

di ribaltare la sorte.


Non ho mai corso il rischio

di mutare in statua di sale,

ma ora cammino all’indietro

e non so più che cosa c’è,

non ricordo dove sto tornando


ma spero in braccia

forti e accoglienti.


© G.M. Schmitt

giovedì 11 luglio 2024

Soltanto un sospiro

Se la tua mente cede

tuffati nell’anima

e nuota

e riaffiora

giusto per respirare.

 

Poi tuffati di nuovo

e impara

a respirare negli abissi.

Respira gli abissi

e prega di risalire.

 

Il cielo è in alto,

non ha scale –

soltanto un sospiro,

quello ben accetto,

ne apre i cancelli.

 © G.M. Schmitt

giovedì 18 aprile 2024

Casermoni

Si riflettono nelle lacrime

casermoni zeppi di gente

in ogni città di ogni recinto.

 

Ti lascio la mia di lacrima

in una cupola di vetro

con milioni di persone

che scendono e risalgono

come fiocchi di neve.

 

Aspettando la mano che interri

quell’inutile boccia di vetro

indugio tra l’odio e il sonno

 

e torno a sognare.

 

© G.M. Schmitt

lunedì 1 aprile 2024

Ridere

Non c’è più niente da ridere,

a volte torno a pensarlo,

ma si ride ancora, si scherza ancora,

tutto in noi è predisposto.

 

Non posso ridere di chi non c’è,

non posso farlo di chi non sarà,

posso ridere per mere sciocchezze

e per paura, per scherno, per odio.

 

Questa volta voglio ridere di me,

voglio studiarmi e ridere

per non prendermi a cinghiate,

voglio ridere fino alle lacrime.

 

E poi piangere davvero.

 

© G.M. Schmitt

sabato 23 marzo 2024

Sotto la volta celeste

Credo in un universo

cupo e angoscioso;

non credo negli alieni,

neanche in quelli buoni.

 

Le stelle mi son care,

ancor più i buchi neri,

ma tutto il resto mi fa paura.

 

Sotto la volta celeste, però,

posso ignorarlo e sognare.

© G.M. Schmitt

giovedì 28 settembre 2023

Non sosterà più qui

Non sosterà più qui

– come gli altri.

Nessuno sosterà più qui.

 

Posso lavare i bicchieri

che hanno lasciato

vuoti, ordinati, sporchi

sul tavolino da salotto

accanto al librone

su Jerry Garcia

e a quattro fogli

su cui ho scritto

frasi che volevo conservarmi,

tra cui questa:

“Non sosterà più qui”.


Eravate di più.

 

© G.M. Schmitt 

martedì 26 settembre 2023

Non è più il sogno

Ma adesso non è più il sogno,

è solo sempre più irreale

come i megaposter delle agenzie,

come le palme sulle tappezzerie.

 

Non è più il sogno ormai,

è la vita che sta calando,

è la vita senza orizzonte.

 

Il sogno è forse dietro l’angolo,

manca la forza per il passo,

 

manca il braccio che sostiene.

 

© G.M. Schmitt 

lunedì 25 settembre 2023

Il terrore

C’è un buco

in questo vuoto

che neanche il terrore

può riempire.

 

Il vuoto sta per conto suo

e non permette a nulla

di turbare la sua assenza.

 

Il terrore bussa ai vetri

striati dalla pioggia battente.

 

© G.M. Schmitt

domenica 24 settembre 2023

Ne hai soltanto aggiunta un’altra

Ne hai soltanto aggiunta un’altra

a quelle che ancora piangiamo.

            Nessuno risusciterà

            Nessuno morrà di nuovo

Noi piangeremo ancora

su quella sedia una smorfia eterna.

 

© G.M. Schmitt


venerdì 22 settembre 2023

Motore

Mi hanno creduto

meccanico sotto un’auto,

ma non so niente

del mio motore,

non lo capirei

se m’erudissero.

 

Credetemi, invece,

un’anima in volo.

 

Il corpo non c’entra.

 

Lo riprenderò

a tempo debito

se mi riuscirà grato.

 

© G.M. Schmitt 

mercoledì 20 settembre 2023

Scostati

Scostati,

lasciami aprire le tende

per far entrare la luce,

voglio ch’entri luce,

fammi spalancare le tende.

 

Lasciami

spalancare

quelle tende.

 

Affinché entri luce.

 

Affinché mi prenda la luce.

 

© G.M. Schmitt