venerdì 20 marzo 2026

Sconfitto

Sconfitto d’una vita

iniziata col capo chino

sul Passero solitario

 

Dovevo impararla a memoria

ma avrei preferito sapere

perché me la trovavo davanti

 

Gli anni son passati veloci

e ho dovuto almeno tentare

di vivere una vita intera

 

A nessuno piace il fallimento

e men che meno riconoscerlo

ma la vita è prodiga di specchi

 

Anche i sogni son svaniti

spariti senza lasciare traccia

e forse dovrei fingere d’inseguirli

 

Dovrei ancora tentare una parvenza?

ripulirmi e poi sfoggiare

quello che non c’è più?

 

Se mai c’è stato

 

Se mai c’è stata una speranza

era un filo già esile

ch’andava assottigliandosi

 

Ora non ci sono che parole

pesanti o grevi chissà

ma soltanto quelle hanno il mio odore.

 

© G.M. Schmitt

lunedì 9 marzo 2026

Non hanno mai fine

 Il suo viso era gioioso, come pervaso d’amore” (Ester 5, CEI)

 

A un certo punto ho smesso

di accumulare sogni

e ho voluto far la conta

di quelli realizzati.

Pochi – preziosi – ne ho trovati,

ma il mio tesoro onirico,

il mio maniero, la mia fortezza,

per quella montagna ormai è tardi.

Una pietra dopo l’altra s’è sgretolata.

Le mura, ogni muro, ogni parete,

ogni quadro appeso o pensato,

ogni elemento appena abbozzato,

tutto svanisce come

l’incubo al risveglio.

Ma quelli erano i miei gioielli

e quelli che ancora non ho perso

attendono consapevoli l’oblio.

 

Poi c’era l’amore, quello più grande,

quello che mi avrebbe aperto gli occhi.

Un tentativo, due, tre, quattro,

ma la vista è soltanto scemata.

 

Poi c’era, poi c’era, poi c’è

 

appena ancora l’attesa

di uno sguardo almeno.

 

© G.M. Schmitt

giovedì 5 marzo 2026

Riflessi


Tenue e fragile poesia,

come frammenti

d’un bicchiere

che s’è infranto.

Ti sanguina il piede,

ti sorride l’anima,

ma non c’è nessuno,

solo il riflesso

della tua leggiadria

sui vetri rotti.

 

© G.M. Schmitt

giovedì 13 novembre 2025

La stanza dei dischi

T’invito nella mia stanza dei dischi –

berremo tè e rum, se vuoi,

qualche chiacchiera impotente, poi,

solo per goderci i sorrisi.

 

© G.M. Schmitt

martedì 11 novembre 2025

Si libra su un tenue filo

Ho avuto sempre la realtà

attaccata a un filo,

come un aquilone.

Si librava e saltavo

una duna via l’altra.

 

E quando m’accasciavo

s’accasciava anch’essa

ed era di nuovo

il sogno la mia verità.

 

Che mondo e morte

non possono carpirmi.

 

© G.M. Schmitt

domenica 2 novembre 2025

Strani

Se non siamo protetti

tanto vale gettarci

negli abissi con al collo

una macina da mulino

come i peggiori degli umani.

 

Ma i germi si inoculano

quando sei un bimbo.

È successo a me e a chissà

quanti altri.

 

Fiere allo sbando

su un pianeta spietato,

“strani” per tutta la vita

che saranno sangue e melma

senza protezione

come un cuore senza pelle

come esseri

troppo nudi.

 

© G.M. Schmitt