Il peso delle parole
Blog di poesia
mercoledì 2 settembre 2026
venerdì 7 agosto 2026
Ceuta
Quando giungemmo al confine
un impeto di gioia ci pervase,
poi furono pianti e suppliche
e imprecazioni. E talvolta bestemmie.
Ci avvicinammo al confine
col cuore che batteva a mille
e i nostri migliori sorrisi,
un po’ beoti forse, ma autentici.
Il pensiero del confine a venire
intessuto nelle nostre anime,
l’idea di una tragica fine
nulla di più che un’astrazione.
Abbiam vagheggiato un confine per anni
sorretti dalla speranza certa
d’un futuro sereno per tutti
e inaccessibile al dubbio.
Dormivamo sonni tranquilli,
colmi di sogni lieti e rassicuranti,
finché non sono arrivati gli schermi
e abbiamo avuto una nebbia da dissipare.
In principio Dio li creò,
a immagine di Dio li creò
con l’eternità nel cuore
e un bisogno ineluttabile di armonia.
© G.M. Schmitt
venerdì 20 marzo 2026
Sconfitto
Sconfitto d’una vita
iniziata col capo chino
sul Passero solitario
Dovevo impararla a memoria
ma avrei preferito sapere
perché me la trovavo davanti
Gli anni son passati veloci
e ho dovuto almeno tentare
di vivere una vita intera
A nessuno piace il fallimento
e men che meno riconoscerlo
ma la vita è prodiga di specchi
Anche i sogni son svaniti
spariti senza lasciare traccia
e forse dovrei fingere d’inseguirli
Dovrei ancora tentare una parvenza?
ripulirmi e poi sfoggiare
quello che non c’è più?
Se mai c’è stato
Se mai c’è stata una speranza
era un filo già esile
ch’andava assottigliandosi
Ora non ci sono che parole
pesanti o grevi chissà
ma soltanto quelle hanno il mio odore.
© G.M. Schmitt
lunedì 9 marzo 2026
Non hanno mai fine
“Il suo viso era gioioso, come pervaso d’amore” (Ester 5, CEI)
A un certo punto ho smesso
di accumulare sogni
e ho voluto far la conta
di quelli realizzati.
Pochi – preziosi – ne ho trovati,
ma il mio tesoro onirico,
il mio maniero, la mia fortezza,
per quella montagna ormai è tardi.
Una pietra dopo l’altra s’è sgretolata.
Le mura, ogni muro, ogni parete,
ogni quadro appeso o pensato,
ogni elemento appena abbozzato,
tutto svanisce come
l’incubo al risveglio.
Ma quelli erano i miei gioielli
e quelli che ancora non ho perso
attendono consapevoli l’oblio.
Poi c’era l’amore, quello più grande,
quello che mi avrebbe aperto gli occhi.
Un tentativo, due, tre, quattro,
ma la vista è soltanto scemata.
Poi c’era, poi c’era, poi c’è
appena ancora l’attesa
di uno sguardo almeno.
© G.M. Schmitt
giovedì 5 marzo 2026
Riflessi
Tenue e fragile poesia,
come frammenti
d’un bicchiere
che s’è infranto.
Ti sanguina il piede,
ti sorride l’anima,
ma non c’è nessuno,
solo il riflesso
della tua leggiadria
sui vetri rotti.
© G.M. Schmitt
giovedì 20 novembre 2025
giovedì 13 novembre 2025
La stanza dei dischi
T’invito nella mia stanza dei dischi –
berremo tè e rum, se vuoi,
qualche chiacchiera impotente, poi,
solo per goderci i sorrisi.
© G.M. Schmitt
