Tenue e fragile poesia,
come frammenti
d’un bicchiere
che s’è infranto.
Ti sanguina il piede,
ti sorride l’anima,
ma non c’è nessuno,
solo il riflesso
della tua leggiadria
sui vetri rotti.
© G.M. Schmitt
Blog di poesia
Tenue e fragile poesia,
come frammenti
d’un bicchiere
che s’è infranto.
Ti sanguina il piede,
ti sorride l’anima,
ma non c’è nessuno,
solo il riflesso
della tua leggiadria
sui vetri rotti.
© G.M. Schmitt
T’invito nella mia stanza dei dischi –
berremo tè e rum, se vuoi,
qualche chiacchiera impotente, poi,
solo per goderci i sorrisi.
© G.M. Schmitt
Ho avuto sempre la realtà
attaccata a un filo,
come un aquilone.
Si librava e saltavo
una duna via l’altra.
E quando m’accasciavo
s’accasciava anch’essa
ed era di nuovo
il sogno la mia verità.
Che mondo e morte
non possono carpirmi.
© G.M. Schmitt
Se non siamo protetti
tanto vale gettarci
negli abissi con al collo
una macina da mulino
come i peggiori degli umani.
Ma i germi si inoculano
quando sei un bimbo.
È successo a me e a chissà
quanti altri.
Fiere allo sbando
su un pianeta spietato,
“strani” per tutta la vita
che saranno sangue e melma
senza protezione
come un cuore senza pelle
come esseri
troppo nudi.
© G.M. Schmitt
Quando il giorno è nuovo, le auto poche e il silenzio tanto
uscire sa essere meno minaccioso,
le voci parole invece di brusio
indecifrabile,
inconsulto il mio passero riesce ancora
a far sentire la sua voce
e a volte anche il passato torna con la
tua voce non ci lasceremo mai.
Per questo ho deciso che il giorno vecchio è compagnia migliore.
Ma arriverà un giorno nuovo veramente.
Pensano cose che io non penso
rinchiusi nella stanza gremita,
un piccolo mondo in cui io son l’alieno.
Vivono e sono seri e hanno impegni
e pensano a far girare meglio le quinte.
Io non la penso come loro,
ma non me ne vanto mica.
Mi sento un alieno
(forse perché sono alieno)
e non mi godo la scena
perché devo sforzarmi;
voglio integrarmi,
voglio sguardi altri su di me,
voglio rompere il bicchiere
facendo cin cin e invece
il bicchiere vado a riempirlo di nuovo
e me lo porto fuori
a guardare il cielo
e quel cielo lo investigo
in cerca di un altro
piccolo mondo,
in cerca di un’altra
linea di pensiero.
© G.M. Schmitt