lunedì 9 marzo 2026

Non hanno mai fine

 Il suo viso era gioioso, come pervaso d’amore” (Ester 5, CEI)

 

A un certo punto ho smesso

di accumulare sogni

e ho voluto far la conta

di quelli realizzati.

Pochi – preziosi – ne ho trovati,

ma il mio tesoro onirico,

il mio maniero, la mia fortezza,

per quella montagna ormai è tardi.

Una pietra dopo l’altra s’è sgretolata.

Le mura, ogni muro, ogni parete,

ogni quadro appeso o pensato,

ogni elemento appena abbozzato,

tutto svanisce come

l’incubo al risveglio.

Ma quelli erano i miei gioielli

e quelli che ancora non ho perso

attendono consapevoli l’oblio.

 

Poi c’era l’amore, quello più grande,

quello che mi avrebbe aperto gli occhi.

Un tentativo, due, tre, quattro,

ma la vista è soltanto scemata.

 

Poi c’era, poi c’era, poi c’è

 

appena ancora l’attesa

di uno sguardo almeno.

 

© G.M. Schmitt

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