venerdì 2 agosto 2013

Interludio #21

da Diario postumo
di Eugenio Montale

In giorni come questi, spesso
la tetraggine m'assale
e il vivere d'ora in ora
mi tortura. Ma arrivi tu
che sconfiggi la noia
coi tuoi discorsi variopinti.
Anche oggi cercheremo una breccia.
Una parola che ci possa salvare
e che ci tenga in bilico
sul confine ideale tra realtà
e fantasia potrà, anche
se per poco, cangiare l'esistenza.


lunedì 1 luglio 2013

Frutti

Non siamo frutti acerbi
che non possano cadere,
né abbastanza maturi
da arricchire la cesta.
Stiamo ancora crescendo e sperando
che gli occhi dell'ortolano
non ci perdano di vista
e che le sue mani
non siano mai stanche
e che la sua cura
non venga mai meno.

Stiamo crescendo e sperando
di restare

nelle stesse mani.

© 2013 G.M. Schmitt

domenica 30 giugno 2013

Se altrove ho posato lo sguardo

Se altrove ho posato lo sguardo
è stato sul ciglio di una strada
là dove l'acqua defluisce
e il bordo del marciapiede
pare una poltrona.

Se altrove ho posato lo sguardo
è stato tra le vestigia del tuo passaggio
là dove la neve si è sciolta
e la tua presenza indugia.

Se altrove ho posato lo sguardo
è stato sulla siepe lacerata
là dove le foglie sono morte

e il tronco è principio di un giardino fiorito.

© 2013 G.M. Schmitt

sabato 29 giugno 2013

T'entro dentro

È notte, adesso.

T'entro dentro
come una farfalla
incastonata
nell'aria che respiri.

E nulla è più lo stesso.

Non come l'onda
che il mare reclama per sé
dopo averla adagiata a riva
per poterla adorare.

Ma come l'onda che al mare
fa ritorno serena,
certa che la spiaggia l'accarezzerà ancora
e di nuovo sarà completa.

Sono dentro di te
come un'efemera
immortalata
in vita.


Farà presto giorno.

© 2013 G.M. Schmitt

venerdì 28 giugno 2013

Seppure...

Seppure l'abbia lasciata andare
l'onda non s'è ritirata.

La fisso e attendo,
ma il mare proprio non la rivuole.

E il sole e la luna,
in perfetta intesa,
la lasciano lì:

perché io la osservi

e veda oltre.

© 2013 G.M. Schmitt

mercoledì 26 giugno 2013

Lieve

Non t'avessi amata
più d'una dea
(ma anche in te amo Lui),
non t'avessi adorata
più della brezza
ch'asciuga le lacrime
al tiepido sole.

Non t'avessi innalzata
oltre le cime più eccelse
per riscaldarmi l'anima
coi riverberi della tua.

Non t'avessi incastonata
in un cuore vuoto per accoglierti
e pieno per avvolgerti
con suoni e parole e presenza.

Non t'avessi stimata
oltre la fede che passa,
oltre la speranza che scema,
per sempre averci e oltre

lieve non sarei per te.

Se il mio mondo
non avessi ceduto
per crearne uno nuovo
con te.

Non mi fossi arreso
consapevole di non essere
se tu non mi crei.

Non mi fossi pentito
con piume e cenere e blues
d'aver prestato ad altre
quel che a te sola appartiene.

Non avessi ceduto al confronto,
mai allo sconforto e all'incertezza,
allo scoramento e alla disillusione
per perdere orme tue preziose.

Non avessi saputo
che vano è ogni vagare
lontano dalla strada segnata
dai tuoi passi gentili
che neve non osa celare.


Lieve.

© 2013 G.M. Schmitt

martedì 25 giugno 2013

Mi desideri ancora?

Mi desideri ancora?
O stanca di questa mia
eterna primavera
hai abbracciato l'autunno
in attesa
di un'altra primavera?

Mi desideri ancora
come l'albero desidera
la terra
e la terra desidera
l'acqua
e l'acqua desidera
il fuoco
e il fuoco desidera
la pietra?

Mi desideri ancora
o mi dai per scontato?
Mi desideri ancora
o hai il cuore appagato?
Mi desideri ancora
o ti basta quel che t'ho dato?

Perché l'amore è lì, lo sai,
che bussa e non si stanca,
che grida e resta in ascolto,
che sospira e ti viene a cercare.

Mi desideri ancora
o speri soltanto

di desiderare ancora?

© 2013 G.M. Schmitt