venerdì 27 gennaio 2017

Bestiame

Non andrai più a mendicare affetto, è vero,
hai scarpe nuove e non vuoi frustarle.

Mangeremo bacche lordandoci il viso
per avere poi sempre un sorriso
anche quando sarà
solo ancora terrore
lo scorrere delle ore.

Finché non ti stancherai
di aver cura di scarpe
e getterai le braccia
intorno al mio collo
o getterai le scarpe
e correrai a rotta di collo.

Fino a un amante. Un amante del suo bestiame.


© G.M. Schmitt

lunedì 19 dicembre 2016

Caduta la scala a pioli

Caduta la scala a pioli,
durata giusto il tempo
di farci sfiorare il cielo,
l'abbiam lasciata marcire
perché facesse da concime
a fiori che poi,
nonostante noi,

saran belli per sempre.

©G.M. Schmitt

domenica 18 dicembre 2016

La fine della farsa

È la fine della farsa
l'autunno della virtù
sensibilità e delicatezza
croste ormai inutili
si staccano inseguite
da residui di gentilezza.

Credevi di poter ancora
ostentare bugie
e vederle trionfare
su ingenua fiducia
e cieca ammirazione
per preservarle ancora
a difesa del tuo maniero.

Ormai è palese, però,
che la tua pelle è più soda
delle cinte che hai eretto
cemento e acciaio per tenermi a bada
languori e arrendevolezze per chi vuoi tu
che t'abbia in pugno
e a cui non menti
a cui non mostri i denti
a cui non rifiuti le tue stanze.

Ma ora non ti vedo più
e senza esser cieco lascio
che le menzogne tue evaporino
al mio sole

o prendano fuoco al tuo.

© G.M. Schmitt

Pensavi di darmela a bere

Pensavi di darmela a bere
e ho bevuto, sì,
ma non il tuo fiele.

Le tue bugie sono come
quei frammenti di ghiaccio
che complicano i rivoli
che si fan strada
giù dal ghiacciaio.

Sono nato mentre Trane
registrava “Ascension”,
quindi non sono più un ragazzo
sebbene debba ancora crescere
e raccogliere le ultime note.

Però intanto, va da sé,
qualche verità l'ho conosciuta
e so persino distinguere

tra menzogna e sentimento.

© G.M. Schmitt

venerdì 30 settembre 2016

Come un sasso

Non darmi i tuoi pensieri fugaci od ormai assenti
Dammi i tuoi appunti che fatichi a decifrare
I frammenti che ricordi, le immagini che indugiano.
Sarai quel che sei ora,
non una rapina,
non un'imposizione.
Sarai per me
quel che nei libri non c'è ancora
e negli amplessi non trova spazio,
che dicerie non conosce né passaparola.

Ma è come un sasso
prima che sia uno
con il fondale.


© G.M. Schmitt

lunedì 26 settembre 2016

Una mano lunga otto mesi

per Daniel Ahenger, morto in culla

Da oggi il silenzio
ha una nota in più
o una in meno, dipende
da come ti poni all'ascolto.

Però io riesco a vederti
in quella mano lunga otto mesi

che ancora ti porterà nel palmo
e fino a un gran giorno ti custodirà.
Ti cullerà, ti nutrirà, avrà cura di te

e alla bisogna ti farà il solletico,
perché mai nulla li privi
di un tuo sorriso.


© G.M. Schmitt

martedì 6 settembre 2016

Sgranavamo piselli insieme

Forse non questa
ma un'altra distanza
ci avrebbe risparmiato
tagli e ferite di catene
scambiate per ghirlande.

Forse non questa
ma un'altra distanza
avrebbe allontanato
con più efficacia
la nostalgia dei gemiti.

Forse non questa
ma un'altra distanza
ci avrebbe visto costruttori
alacri di ponti
verso rive discoste.

Forse non questa
ma un'altra distanza
avrebbe eluso la memoria
di luce irreplicabile
su volti altrui.

E invece abbiamo
pelato patate
affettato zucchine
setacciato origano
triturato prezzemolo
pestato cumino
sgranato piselli
atteso che fosse pronto

insieme,
specchi un po' narcisi
in un concerto di sguardi.


© G.M. Schmitt