sabato 9 aprile 2016

Foglie

(a papà)

È stato forte il germoglio sensibile,
il germoglio salvato è diventato un albero
luminoso e gonfio di vita e rigoglioso,
dalle radici robuste alle foglie grasse e fiere.

Ogni foglia cade a suo tempo,
cade nella sua stagione,
taluna plana leggera
sazia di volteggi,
talaltra precipita zuppa di pioggia
dopo un breve volo,

un'altra ancora indugia avvizzita
avvinghiata al ramo:
finché giunge il suo vento
e la solleva...

solleva la foglia secca:
rude o delicato

la fa volare.

©G.M. Schmitt

domenica 17 gennaio 2016

La prima notte dell'anno

Sì, capisco, cerco di capire.
Il mio corpo non l'hai più voluto:
cercherai di fartene una ragione.
La mia anima tienila pure:
meglio affidarla a te
che ferirmi rigirando invano
pezzi spigolosi che non s'incastrano più.

Ho visto un uomo bruciare
l'altro giorno al centro commerciale:
autocombustione. Nemmeno il tempo
di finire la mia sigaretta
ed era un mucchio di cenere
davanti ai miei occhi.
Chissà io, mi sono domandato,
chissà noi.

Adesso andrò a letto per un altro po',
ma non tanto per dormire:
mi hai tolto il sonno
o forse si è tolto da sé.
No, vado a letto per sentire
il lenzuolo strusciare
sulla mia pelle nuda
e ricordarmi che sono vivo.


Brucio, sì, ma sono vivo.

sabato 16 gennaio 2016

Il peso

M'è germogliato un fiore sul collo,
lì dove hai posato il fugace bacio;
non lo vede nessuno, nemmeno io,
ma il peso è enorme, il mio collo cede;
però è forse quel che ci voleva,
così la mia prospettiva è diversa,
un po' inclinato il capo,
una visione differente, già;

ecco, sei tu,

ma senza armi.

lunedì 7 dicembre 2015

Assenza

Con queste mani segnate dal gelo
seguo un filo impregnato di lacrime

dalla vita che si è spenta nel sonno
al sogno con cui si accarezzava la vita
al giardino che ha intriso di gemme
allo strazio per chi amava davvero
agli stagni su cui creava ninfee
al sorriso con cui ha dato la luce
allo stelo più verde e alla rosa più rossa
al vagito d'una culla amata.

Di questo filo non giungerò a capo,
ma lo stringo tra queste dita

che la memoria riscalda e cura.

© G.M. Schmitt

domenica 4 ottobre 2015

Ombre

Sono un uomo
dagli innumerevoli limiti,
tanti più ora
che la vita ne aggiunge ancora,
tanti più domani
che ne avrò incrostata l'anima.
Ma pur sempre un uomo,
anche quando l'aurora
imploderà nei miei ricordi
e le carezze evocheranno stanchezza
e riso e bellezza saranno solo
fastidiosi contrappunti
all'autunno della mente
e l'inverno un sogno
da non importunare.

Far niente o far male
spossano quanto
struggersi per il bene,
ma la luce cambia,
getta ombre diverse,
e nessuno sa che farsene
né dell'une
né dell'altre:

nessuno ha mai
vissuto prima
un'ombra.


© G.M. Schmitt

sabato 15 agosto 2015

Costruzione

Inutile montare ancora impalcature,
vane le pause per recuperare le forze:
si deve già smontare tutto
prima d'essere arrivati a tetto,
prima d'intravedere qualcosa
dell'edificio che sarebbe stato.
Non c'è nemmeno chi mi debba qualcosa,
era solo per diletto e amore del bello,
in vista di ciò che avrei ammirato.
Ma si smonta già,
giù i tubi Innocenti
e le tavole e gli attrezzi,
si torna a casa, quella di sempre.

Forse pensava
che volessi erigere una torre
come a Babele.
Come rido al pensiero,
quando tutto ciò che volevo
in alto
era una mansarda,
solo sfiorata dalla luce.


© G.M. Schmitt

venerdì 14 agosto 2015

Volevo ricordarmi di te

non già ch'io non ti ricordi
di continuo, a volte più spesso,
a volte ci sei.
Ma questa volta volevo
che mi seguisse il tuo sguardo
mentre ramingo vago tra le righe
e di tanto in tanto mi fermo
e alzo la testa
e aspiro il fumo
e magari anche
lascio la sedia
e percorro la stanza
con la musica che va
e i tuoi pensieri
sono macchie di luce
che non devo decifrare,
mi basta che sian tuoi.
Mi basta sapere che il tuo dono
non mi abbandona mai,
dovunque tu sia,
con chiunque tu sia
e qualunque gioia tu viva,
vivila forte:
io la ricordo così.

Ricordo che cercavamo insieme
il sole che scappava
e quando lo acchiappavamo
ce ne facevamo dono a vicenda.
Ecco.
Volevo soltanto ricordarmi di te
e del sole e regalartene
un altro po' del mio.
Ma tu dimmi
che la tua gioia c'è ancora
e che la vivi forte,
come forte fu il nostro attimo.


© G.M. Schmitt