lunedì 13 ottobre 2014

Un fiore, forse

Un fiore, forse,
potrebbe farti male,
porto così, nascosto in un mazzo,
dal mio braccio teso
davanti al tuo volto.

Quel fiore, forse,
avrei potuto adagiarlo
sotto il tuo cuscino,
ma come arrivarci,
le chiavi di casa tua
le hai date a un altro
che sotto il tuo cuscino
magari non guarda.

Questa rosa rossa, forse,
doveva restarmi tra le dita
e tormentarmi con le sue spine
fino a quando ne avrei avuto abbastanza
e avrei tentato di abbandonarla
davanti al tuo portone.

Meglio lasciar perdere un fiore, forse,
e cercare di rivivere
la foresta e i prati
e ritrovare in un barlume,
del sole che si affaccia tra i rami,
quell'unico tuo fiore


mai reciso.

© G.M. Schmitt

giovedì 9 ottobre 2014

Quando il tuo cuore sanguina

Ho in mano
un cuore che sanguina.

Non riuscirò
a fermarne l'emorragia
succhiandone il sangue.

Non ci riuscirò
lavandolo via

e nemmeno
coprendolo di candore.

Ho in mano
il tuo cuore che sanguina
e posso solo
cadere in ginocchio
e alzare lo sguardo.

Stringo il tuo cuore
al mio,
adesso,
e il sangue

torna in circolo.

© G.M. Schmitt

mercoledì 8 ottobre 2014

Vivo

Con gli spilli
si infilzano le farfalle,
ma tu sai svegliare.
Con gli aghi
si tenta una cura,
ma tu sai inebriare.
Con la chiave
si chiudono le celle,
ma tu sai liberare.

Con la lingua
si uccide,

ma tu sai farmi vivo.

© G.M. Schmitt

martedì 7 ottobre 2014

La corda

Non ho lanciato
una corda
il cui capo
tu non potessi
afferrare, ma non era
questo che volevo.

Mi basta che
tu l'abbia vista
la corda che t'ho
lanciato.

E che tu sappia
sempre e senza dubbi
che anche se ritorna
tornerò a lanciarla
finché avrò respiro,

finché non l'afferrerai.

© G.M. Schmitt

lunedì 6 ottobre 2014

Via al Fiume 3, Pregassona

Sto per lasciare
questa stanza in cui
ha visto la luce
l'infinito.
Chiuderò per sempre
dietro di me
la porta che ha custodito
il germe del nostro amore.

Prenderò l'ascensore,
anzi no, le scale,
prenderò le scale, sì
e rimpiangerò
di non averle mai scese
con te.

Ma forse l'infinito
non può che salire.

Sempre.

© G.M. Schmitt

domenica 5 ottobre 2014

Cose che non t'ho mai detto perché le ho incastonate nell'anima e pensavo che fosse ovvio che tu le vedessi risplendere

La bellezza
della tua mente
che rischiara
della mia bellezza
la mente.

Il tesoro
del tuo corpo
che risveglia
del mio tesoro
il corpo.

La sapienza
del tuo eloquio
che sprona
nella mia sapienza
l'eloquio.

L'autorevolezza
della tua presenza
che infonde
nella mia autorevolezza
presenza.

La sagacia
dei tuoi gesti
che suscita
nella mia sagacia
i gesti.

La copiosità
delle tue intuizioni
che moltiplica
nella mia abbondanza
le creazioni.

La dolcezza
del tuo sonno
che insinua
nella mia dolcezza
il sogno.

Quante gemme ancora
sai far risplendere,
amata,
su di noi?

Le sto contando,

stelle
tra

ombre
scure.

© G.M. Schmitt

sabato 4 ottobre 2014

Il mio sogno

Non ho sogni
per cui ci si debba
addormentare.
Non sono sogni
i miei
da cui ci si debba
svegliare.

Non ho un sogno
che possa essere
distrutto:
il mio sogno
è una cosa bella.
Come si può distruggere

una cosa bella?

© G.M. Schmitt