mercoledì 6 agosto 2014

Mi viene da morire

Mi viene da morire
se penso alle luci
che hai spento
una dopo l'altra
incurante della mia presenza
incurante di me che volevo

ancora leggere.

© 2014 G.M. Schmitt

martedì 5 agosto 2014

Abbandonato

Non è rancore,
non è rancore,
solo la cenere
di un amore
che presto o tardi
ci seppellirà...”
salmodiava la canzone
da un juke-box abbandonato
su una spiaggia senza folla
mentre i due amanti
si sorridevano

e ne ridevano.

© 2014 G.M. Schmitt

La fine di un'opera

Come l'artista
che con pochi semplici tocchi
può distruggere un'opera
o renderla perfetta,
così tu
con poche semplici frasi
hai colto nel segno.

Cinque anni
sono ai tuoi piedi

infranti.

© 2014 G.M. Schmitt

lunedì 4 agosto 2014

Ci sei

Io li ricordo tutti
l'ascolto e gli sguardi,
i silenzi e le carezze,
la presenza e gli abbracci –
gli istanti del nostro amore.

Ma ricordo è una parola
che presto o tardi volge al tumulo,
perciò li vivo, invece,
ché non muti in oblio
ciò che assaporo
ora e per sempre.

Non ti ricordo
che bisogno ne avrei? –

Sei parte di me.

© 2014 G.M. Schmitt

domenica 3 agosto 2014

Armi

Perché deponiamo le armi
ma non ci arrendiamo?
Gli scudi li abbiam lasciati sul greto,
sulle lance piantate già si allungano tralci,
con le corazze si beano già i bimbi,

ma le armi sono qui,
deposte ai nostri piedi,
pronte a essere interrate.


Perché non ci arrendiamo?

© 2014 G.M. Schmitt

Quando l'intuizione è scomparsa

Quando l'intuizione è scomparsa
e resta il febbrile accanirsi
dell'homo sapiens sulla soglia
della caverna febbrilmente mossa
da mamme spaesate e bimbi da coccolare

allora,
la luna alta e piena,
spettacolo per le stelle,
non affronto a testa alta
il troglodita.

Lascio che scompaia

nella storia.

© 2014 G.M. Schmitt

sabato 2 agosto 2014

Il ponte

Dopo i tanti guadi infine
e le nubi e il vento e gli anni
ecco un ponte e un sole
sulla mia attesa.

Non son più assi poggiate di traverso,
non è un sentiero di scivolosi sassi,
non una chiatta che la corrente ruba,
no, è un ponte e pare solido!

Posso percorrerlo quando voglio:
quando le acque saranno agitate
e i venti non daranno tregua
e il freddo mi impedirà di aggrapparmi al corrimano,

quando la nebbia mi celerà l'altra riva
e la luna sarà rossa, quasi nera
e i ricordi si faranno sbiaditi, quasi bianchi,

quando i miei sensi avvizziranno
e le mie forze verranno meno
e di me il mondo sarà stanco

saprò ancora percorrere quel ponte

che conduce alla distesa
dove le anime si fondono e creano

come colori maturati al cielo.

© 2014 G.M. Schmitt