Il vuoto puoi ancora riempirlo
ma il nulla proprio no.
© G.M. Schmitt
sabato 23 marzo 2013
giovedì 21 marzo 2013
I blues, accanto a me
A Aaron
Grida
di speranza da sotto le macerie,
sapere
il sole dalle tenebre di una cella,
vedere
rosa quando lei ti volta le spalle,
cantare
la vita quando vorrebbero la tua cetra appesa.
Balzar
giù dal letto
e
entrare nel giorno
e
declamare gli incubi
per
ridurli al silenzio.
Aprire
la porta
e
sfidare la grandine
e
bussare e bussare
fino
a una porta amica.
Rivoltarsi
nel letto
e
alzarsi nella notte
e
affondare l'ambascia tra le corde d'una chitarra
e
in tempo per l'alba far riaffiorare il sogno.
Il
lamento di un gatto innamorato,
la
dignità spessa di un cuore infranto,
sputare
nel piatto che t'hanno dato vuoto,
cantare
ancora perché la tua cetra non sarà mai appesa.
Ho
i blues accanto a me.
Non
mi servono davanti:
non
vedrei nulla.
Non
mi servono dietro:
non
spererei nulla.
Li
ho accanto, accanto al mio cuore,
un
secondo cuore
che
senza posa
le
suona al destino.
© G.M. Schmitt
giovedì 28 febbraio 2013
So Many Roads #8 – 2
Quella che segue è la traduzione di "Sincerely, Ruth", da me postata in lingua originale il 29 dicembre 2012.
Cordialmente, Ruth
di Désirée Dippenaar
La mia storia non è finita,
sono ancora qui,
nella gente che ti incrocia per strada –
mi vedi?
Sono la vedova che ha perso ogni cosa.
Sono la straniera – diversa e strana.
Sono l'immigrato in un mondo nuovo e bizzarro.
Sono il rifugiato, senzatetto all'improvviso.
Sono la sconsolata che non ha conforto.
Sono il tuo prossimo
che attende il tuo amore,
che vuol esserti amico.
Mi accoglierai come Boaz,
mi inviterai, mi accetterai, mi aiuterai?
Mi rivolgerai parole d'amore
e di benedizione?
Sarai il mio prossimo?
Voglio
che il tuo paese sia il mio –
mi aiuterai?
Deésirée Ruth Dippenaar, da Poems, 2012
Traduzione di Johanna Schmitt
Cordialmente, Ruth
di Désirée Dippenaar
La mia storia non è finita,
sono ancora qui,
nella gente che ti incrocia per strada –
mi vedi?
Sono la vedova che ha perso ogni cosa.
Sono la straniera – diversa e strana.
Sono l'immigrato in un mondo nuovo e bizzarro.
Sono il rifugiato, senzatetto all'improvviso.
Sono la sconsolata che non ha conforto.
Sono il tuo prossimo
che attende il tuo amore,
che vuol esserti amico.
Mi accoglierai come Boaz,
mi inviterai, mi accetterai, mi aiuterai?
Mi rivolgerai parole d'amore
e di benedizione?
Sarai il mio prossimo?
Voglio
che il tuo paese sia il mio –
mi aiuterai?
Deésirée Ruth Dippenaar, da Poems, 2012
Traduzione di Johanna Schmitt
lunedì 18 febbraio 2013
Interludio #19
Il
Futuro
E so molto bene che non ci sarai.
Non ci sarai nella strada,
non nel mormorio che sgorga di notte
dai pali che la illuminano,
neppure nel gesto di scegliere il menù,
o nel sorriso che alleggerisce il "tutto completo" delle sotterranee,
nei libri prestati e nell'arrivederci a domani.
Nei miei sogni non ci sarai,
nel destino originale delle parole,
né ci sarai in un numero di telefono
o nel colore di un paio di guanti, di una blusa.
Mi infurierò, amor mio, e non sarà per te,
e non per te comprerò dolci,
all'angolo della strada mi fermerò,
a quell'angolo a cui non svolterai,
e dirò le parole che si dicono
e mangerò le cose che si mangiano
e sognerò i sogni che si sognano
e so molto bene che non ci sarai,
né qui dentro, il carcere dove ancora ti detengo,
né la fuori, in quel fiume di strade e di ponti.
Non ci sarai per niente, non sarai neppure ricordo,
e quando ti penserò, penserò un pensiero
che oscuramente cerca di ricordarsi di te.
di Julio Cortázar
E so molto bene che non ci sarai.
Non ci sarai nella strada,
non nel mormorio che sgorga di notte
dai pali che la illuminano,
neppure nel gesto di scegliere il menù,
o nel sorriso che alleggerisce il "tutto completo" delle sotterranee,
nei libri prestati e nell'arrivederci a domani.
Nei miei sogni non ci sarai,
nel destino originale delle parole,
né ci sarai in un numero di telefono
o nel colore di un paio di guanti, di una blusa.
Mi infurierò, amor mio, e non sarà per te,
e non per te comprerò dolci,
all'angolo della strada mi fermerò,
a quell'angolo a cui non svolterai,
e dirò le parole che si dicono
e mangerò le cose che si mangiano
e sognerò i sogni che si sognano
e so molto bene che non ci sarai,
né qui dentro, il carcere dove ancora ti detengo,
né la fuori, in quel fiume di strade e di ponti.
Non ci sarai per niente, non sarai neppure ricordo,
e quando ti penserò, penserò un pensiero
che oscuramente cerca di ricordarsi di te.
venerdì 1 febbraio 2013
Interludio #18
Dal ciclo "Insonnia"
di Marina I. Cvetaeva
Ecco ancora una finestra,
dove ancora non dormono.
Forse - bevono vino,
forse - siedono così.
O semplicemente - le due
mani non staccano.
In ogni casa, amico,
c'è una finestra così.
Non candele o lampade hanno acceso il buio:
ma gli occhi insonni.
Grido di distacchi e d'incontri:
tu, finestra nella notte!
Forse, centinaia di candele,
forse, tre candele...
Non c'è, non c'è per la mia
mente quiete. Anche nella mia casa
è entrata una cosa come questa.
Prega, amico, per la casa insonne
per la finestra con la luce.
Marina Cvetaeva, da "Poesie"
Traduzione di Pietro A. Zveteremich
© 1979 Giangiacomo Feltrinelli editore, Milano
di Marina I. Cvetaeva
Ecco ancora una finestra,
dove ancora non dormono.
Forse - bevono vino,
forse - siedono così.
O semplicemente - le due
mani non staccano.
In ogni casa, amico,
c'è una finestra così.
Non candele o lampade hanno acceso il buio:
ma gli occhi insonni.
Grido di distacchi e d'incontri:
tu, finestra nella notte!
Forse, centinaia di candele,
forse, tre candele...
Non c'è, non c'è per la mia
mente quiete. Anche nella mia casa
è entrata una cosa come questa.
Prega, amico, per la casa insonne
per la finestra con la luce.
Marina Cvetaeva, da "Poesie"
Traduzione di Pietro A. Zveteremich
© 1979 Giangiacomo Feltrinelli editore, Milano
martedì 8 gennaio 2013
Grateful Dead
"If I Had the World to Give"
L'unica canzone dei Grateful Dead che farei fatica a ascoltare se non avesse quella magia nel testo...
If I had the world to give, I'd give it to you
Long as you live, would you let it fall, or hold it all in your arms?
If I had a song to sing, I'd sing it to you
As long as you live, lullaby or maybe a plain serenade
Wouldnt you laugh, dance, and cry or be afraid at the change you made
I may not have the world to give to you
But maybe I have a tune or two
Only if you let me be your world
Could I ever give this world to you
But I will give what love I have to give,
I will give what love I have to give,
I will give what love I have to give, long as I live
If I had a star to give, I'd give it to you
Long as you live, would you have the time
To watch it shine, watch it shine
Or ask for the moon and heaven too? I'd give it to you
Well maybe Ive got no star to spare, or anything fine or even rare,
Only if you let me be your world, could I ever give this world to you
Could I ever give this world to you
© Grateful Dead
L'unica canzone dei Grateful Dead che farei fatica a ascoltare se non avesse quella magia nel testo...
If I had the world to give, I'd give it to you
Long as you live, would you let it fall, or hold it all in your arms?
If I had a song to sing, I'd sing it to you
As long as you live, lullaby or maybe a plain serenade
Wouldnt you laugh, dance, and cry or be afraid at the change you made
I may not have the world to give to you
But maybe I have a tune or two
Only if you let me be your world
Could I ever give this world to you
But I will give what love I have to give,
I will give what love I have to give,
I will give what love I have to give, long as I live
If I had a star to give, I'd give it to you
Long as you live, would you have the time
To watch it shine, watch it shine
Or ask for the moon and heaven too? I'd give it to you
Well maybe Ive got no star to spare, or anything fine or even rare,
Only if you let me be your world, could I ever give this world to you
Could I ever give this world to you
© Grateful Dead
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