lunedì 17 novembre 2014

Li sento

Non per un minuto,
un'ora,
un giorno.
Non per una settimana,
un mese,
un anno.

Non per il futuro
che ci è destinato,
ma per sempre.

Non conto
i giorni
che ci separano.

Li sento.
Ti bramo.

Ci attendo.

© G.M. Schmitt

Paolo Conte, Dorado Schmitt e Daniele Finzi Pasca

A volte trasparente
(come ingenua fanciulla)
(come amante fiduciosa)

Altre avvolta in lamiere
(come coltre impenetrabile)
(come spuma di una scia)

E quel che amo
lo vedo
e non lo vedo

ma sempre lo sento
e sempre
l'amo
(come prima di un incontro)
(come dopo l'estasi).


Mai assente.

© G.M. Schmitt

domenica 16 novembre 2014

Ultime voci dalla bastia

Resisto, i mezzi sono i miei
(e amo, il miracolo è il tuo)
ai venti della superbia,
ai flussi dell'arroganza,
ai marosi dell'angoscia,
alla sassaiola dell'inganno,
alla tempesta dell'osceno,
alla valanga dell'odio.

Resisto, e assaporo il mio
(e il tuo, amore che tutto permea)
quando il vento si placa,
i flussi recedono,
i marosi si chetano,
la sassaiola cessa,
la tempesta si dilegua,
la valanga frena.

E allora scorgo il mare
oltre la bastia.
Mi volto a cercarti

e trovo le tue mani.

© G.M. Schmitt

sabato 15 novembre 2014

L'enormità dell'onda

Sussurriamo e danziamo
giù, sotto, ben nascosti
dall'enormità dell'onda.

Perché non risplendiamo insieme?

Giochiamo a mosca cieca
e così, gioviali, aggiriamo
l'enormità dell'onda.

Perché non risplendiamo?

Volteggiamo al gira, gira, girotondo
e al bel castello che scompare
nell'enormità dell'onda.

Perché non risplendiamo?

Audaci non siamo, o forse troppo
quando le carezze negano il giorno
e abbracciano l'enormità dell'onda.

Perché non risplendiamo?


Sapremmo farlo.

© G.M. Schmitt


Come una parola amara

Come una parola amara
incisa su questa battigia.

Come i granelli di sabbia
che l'hanno composta,
rapiti dall'onda.

Come un tuffo e un ritorno
e le gocce salmastre,
solitudini si infrangono.

Che onda,
battigia
e granelli di sabbia
non conoscono.

Come i capelli nostri

che si incontrano.

© G.M. Schmitt

venerdì 14 novembre 2014

In cucina

Se lo vorrai
sarò l'olio
per i tuoi massaggi,
sarò il caffè
al tuo risveglio,
sarò il vino
per il tuo giubilo.

Se lo vorrai
sarò il coltello
per la tua verità,
sarò la forchetta
alla tua mensa,
sarò il cucchiaio
per il tuo dessert.

Se lo vorrai
sarò il mestolo
per la tua minestra,
sarò il vassoio
dei tuoi ricordi,
sarò il lavabo
per le tue stille.

Se lo vorrai
sarò la finestra
sul tuo giardino,
sarò il tavolo
a cui accostarti,
sarò la sedia
per accoglierti.

Se lo vorrai
sarò il pane
nella tua dispensa,
sarò la spezia
nelle tue giornate,
sarò gli ortaggi
per la tua pelle.

Se lo vorrai
sarò la brezza
nella tua quiete,
sarò la pioggia
che bussa sul vetro,
sarò il gesto
che ti invita al riposo.

Se lo vorrai
sarò io a piangere per te
ogni volta che ti andrà
di tagliar cipolle

per un piatto da gourmet.

© G.M. Schmitt

giovedì 13 novembre 2014

(Come quando) sono dentro di te

Come quando sono dentro di te.

La luce ch'è tanta ma non abbaglia,
la nostalgia che copre ogni distanza,
i passi al ritmo d'una melodia sospesa.

Come quando sono dentro di te.

L'infinito d'un amore votato a non morire,
i viaggi sempre insieme anche se sei lontana,
luna e marosi che nulla possono sul nostro mare.

Come quando sono dentro di te.

La nuova dimensione ch'è come casa,
la vetta che adombra il più ardito pensiero,
il volo sul mare costellato d'abbracci.

Come quando
siamo dentro
di noi.

E poi l'alba che si affanna
e il giorno pure al suo seguito
e la sera, però, il quadro è completo.

Come quando

sono dentro di te.

© G.M. Schmitt