mercoledì 30 luglio 2014

Leggera

La piuma che hai visto posarsi
fuori della tua finestra

accoglila dentro,
riscaldala al tuo fuoco.

Ti sarà di conforto

mentre ti curi le ali.

© 2014 G.M. Schmitt

Ti lascio il mio amore

Mi allontano in punta di piedi
verso il silenzio
– ma ti lascio il mio amore.

A te il frastuono evanescente
di amori abbozzati
– ma il mio, inviolabile,

te l'ho lasciato nel cuore.

© 2014 G.M. Schmitt

Come un'onda senza mare né spiaggia

“Per piacere... un po' meno d'amore e un po' più di civiltà”
Kurt Vonnegut

Cos'è quest'odio che intercorre con l'amore?
Un cammino senza orme,
sandali senza un sentiero.

E l'ira che assedia la mia gentilezza?
La sinfonia d'un sordo,
il dipinto di un cieco.

E la pietra che spodesta carne e sangue?
Una montagna senza spuntoni,
un agnello in casa del lupo.

Prima di saperlo
non voglio saperlo.
Un fiocco di nuvole incombe
sull'uccello spaurito
che ha appena lasciato il nido:
volge il becco verso l'alto
e osa volare sul serio.
Le sovrasta.

Non si vede più.

© 2014 G.M. Schmitt

In silenzio, attendo

Proteso sul ruscello
– un ginocchio al suolo,
un piede pronto a balzar su –
in silenzio attendo
– la coppa delle mani intenta
a frenare l'arsura –
e osservo l'acqua scorrere
– l'udito allenato
attento a ogni sussurro –
e la mia immagine stabile
– irripetibile come
il liquido fluire –.

In silenzio,
attendo
– la nuova fioritura
del giardino

che mi è stato affidato.

© 2014 G.M. Schmitt

martedì 29 luglio 2014

Luce

Non hai spento la luce,
non hai chiuso la porta,
hai lasciato al vento
le noiose incombenze:

la lampada ha oscillato,
la porta è sbattuta.

La luce ha taciuto.

© 2014 G.M. Schmitt 

Ipotetica

Se per un istante potessi
donarti i miei occhi
sapresti come ti vedo.
E se potessi pure
donarti le mie orecchie
sapresti come ti ascolto.
E se potessi darti i miei piedi
sapresti dove li poso
per correrti incontro.
Se potessi donarti le mie mani
per il tempo che occorre
a colmare la distanza
sapresti quel che provo
quando ti accarezzo.
Se potessi per un momento
cambiare la tua pelle con la mia
sapresti l'estasi di cui vivo
al contatto con la tua.
Se potessi donarti il mio corpo
tutto mentre t'amo
sapresti i brividi ineffabili
che lo percorrono nell'abbraccio.
Se potessi darti la mia mente
sapresti in ogni istante
di quell'istante
che sei l'essere più eccelso
su questa terra e oltre.

Dovresti però affrettarti
ad apprezzare il dono
prima che tutto io mi riprenda:
non potrei vivere senza.

Ma se il cuore mio
potessi strapparmi
per farlo tuo
non lo riavrei mai più:
sapresti quanto t'amo

e non potresti vivere senza.

© 2014 G.M. Schmitt

Parole

Ho pensato che avrei dovuto avere parole,
parole di cui non pentirmi mai
e che sarebbero state tue per tutta la vita
e magari oltre.

Ho cercato e cercato e se tanto mi dà tanto
quelle parole le avrei già trovate.

Avevo parole d'amore
vere come lo scalpello
che violò il marmo della Pietà.

Ne avevo di leggere
come quelle che scrissero
la rotta della prima mongolfiera.

Ne avevo, ne avevo...
Come avevo i gesti e le circostanze
e le immagini e i suoni, quelli giusti,
sempre e solo quelli giusti.

–

Rimuginavo qualcosa
mentre ti vedevo scivolare,
sebbene mi accarezzassi una gamba
e mi sfiorassi le labbra con le tue,
rimuginavo e rimuginavo.

Quando vidi i fari della tua auto
farsi nulla in lontananza
quelle parole furono tutto.

E adesso eccomi,
te le porgo qui,
come scheletro senza più carne né pelle,
ma solo amore
che peso non ha
se non glielo vedi addosso:

E no, non posso
invitarti a danzare,

non lo so fare.

© 2014 G.M. Schmitt