domenica 27 luglio 2014

Non fisso lo sguardo

Non fisso lo sguardo
su viltà e menzogne
e affondi e ferite e tradimenti.
Il mio sguardo è sulla luce
che mi fa risplendere.

© 2014 G.M. Schmitt


lunedì 14 luglio 2014

I miei occhi

Se morissi all'improvviso direbbero vabbè
non aveva figli, meno male!
non aveva moglie, meno male!

Lei diceva ti amo
prima che i miei occhi
diventassero lampadine
e poi lo ripeteva
prima che i miei occhi
diventassero sepolcri,
adesso non so che dica
prima che i miei occhi

diventino improvvisi.

© 2014 G.M. Schmitt

Festa tua

Proclamavi ti amo
e baciavi, me
come fosse l'ultimo bacio
che avresti mai dato.
Ma il bacio è invasivo
e non sei innamorata
eppure tra le gambe tue
– amate –
qualcosa mi bacia.
Declamavi beata
le virtù della lentezza
e con me ti univi
auspicando lì fuori il finimondo.
Ma il sesso altruista
maschio non è ed è l'uomo che vuoi
eppure tra le braccia tue
– adorate –
qualcosa mi blocca da te.

“Ad avercelo un tipo così”, dici tu,
“che t'accompagna e sempre attende
a ogni mia lungaggine”,
sempre sorridente e ardente.
Ma non va bene ch'io aspetti
senza nervi né pretese
perché l'uomo vero, e già,
ti sgriderebbe muoviti, andiamo via.

Non è stata una giornata perfetta?

Peccato,
avremmo potuto ancora amarci.
Ma sono un uomo e un uomo,
lo so da me,
anche se non lo credi,
anche se non lo vedi,
anche se non lo saprai,

finisce che t'ama troppo e muore.

© G.M. Schmitt

Preghiera

Lascia ch'io sia almeno il lebbroso
che non tornerà a ringraziarti
– guarito –.
Giammai il ricco epulone
che non cesserà di implorarti
– invano –.

© 2014 G.M. Schmitt


Il mio cuore

Il mio cuore lacero
io l'ho rammendato
o perlomeno ci ho provato.
Cucito uno strappo
ricucito un altro
applicato una toppa
legato un brandello
e tagliato tanto
tanto tanto tanto
danno irrimediabile.
Quel che resiste
ora mi sta stretto, pare.

Ma tu ci sei tutta
e quel che trabocca
son solo screzi accolti

quand'era troppo grande e vano.

© 2014 G.M. Schmitt

Se un cuore potesse

Se un cuore potesse
stringere sé stesso
stringerei il mio cuore
adesso
al petto del suo petto
e non farmi, gli direi,
tristezza, ma procuriamoci
una forbice e tagliamo,
tagliamo tutti questi fili
che ci ingombrano i battiti,
un t'amo di là, un t'odio di qua
e nel frammezzo un fosse stato
e un fosse mai stato e un forse sarà
e uno speriamo che non sarà mai.
Procuriamoci una lima
e limiamo lo spuntone
che potrebbe offenderci l'arteria,
lo scalino che ci impedisce di salire.

Ma mi fai ancor tristezza,
cuore mio amato
ed il sonno non basta
a farci ritrovare il giusto ritmo:
sia allora d'un cuore puro
il silenzio di un'attesa quieta

la nostra benedizione.

© 2014 G.M. Schmitt

sabato 12 luglio 2014

Domani

Se non sarò io a cingerti
ancora
lo farà il vento.

E io me ne starò quieto
ancora.
Sfiorato dalla brezza.

© 2014 G.M. Schmitt