Lei mima le note giuste su un violino immaginario
Per non far rumore
Suona la vita che non può di giorno
Per non far rumore
Ha sogni ingombri di volti amici e
musica briosa
Per non far rumore
Eleva al cielo suppliche a denti stretti
per i vivi e per i morti
Per non far rumore
Abbraccia tutti masticando radici
Per non far rumore.
Quando aprono la porta non più segreta
Può dar sfogo alle urla
– lo fanno tutti –
E inizia a contare il tempo che manca
Fino a quando urlerà di gioia.
Quando aprono i rubinetti e non ne esce
acqua
– non so s’è già lì
o a soffocare singhiozzi sul legno in
baracca.
E attende
che da qualche parte, in cielo o in
terra,
nel tempo eterno qualcuno per sempre
asciughi
ogni lacrima dai suoi occhi
e la lasci gridare
di gioia gridare.
Grida Rachele
Di gioia grida e crea pure trambusto
Qui in terra come in cielo.
© G.M. Schmitt