giovedì 21 settembre 2017

Senza pretesa alcuna

Non protestavo più
la luce era troppa
evidenti le colpe
macchiata l'anima

Non protestavo più
non mi lamentavo
troppi gli inciampi
gli occhi solo due
il cuore solo uno

Non protestavo più
non mi lamentavo
non celavo le lacrime
una vita forgiata male
mea culpa mea maxima culpa
un attentato a me stesso

Non protestavo più
non mi lamentavo
non celavo le lacrime
cercai di offrire amore
non valeva più un soldo bucato
inservibile dovunque lo offrissi
lo ritirai pieno di lividi e sputi.

Non protestavo più
non mi lamentavo
non celavo le lacrime
cercai di offrire amore.

Adesso son chiuso
in un barile che si riempie
lentamente di lacrime

E sogno
un pozzo che si riempia
lentamente di te.


© G.M. Schmitt

giovedì 3 agosto 2017

Una specie di addio

Come faccio a dire addio
quando vorrei solo dire
abbracciami
stringimi
studiami ancora?

Spazio e tempo non han prevalso,
non ho smesso di scriverti,
non ho smesso di farti l'amore,
non ho smesso quel che sono.
È solo quel che senti,
è solo quel che devo,
è solo un cinguettio distante
che mi affidava al vento.

E ti dico addio, sì,
ma non so quel che dico!

Non smetto di battere
però
sui miei piccoli tamburi
le lettere del tuo nome

mai dimentico che con te
il ritmo era più gentile.

© G.M. Schmitt

martedì 27 giugno 2017

Queste parole

Queste parole non hanno mai saputo salvare un mondo
eppure è soltanto a tratti che ho smesso di riversarle addosso a chiunque passi,
ma
sentendomi allora in colpa come fossero vita
da dare e da ricevere, manco fossero acqua e pane e io un altro dio.
E perciò ogni volta son tornato a cercarle
rovistando e tastando fra la terra e il lerciume,
in edifici scrostati e ripari di fortuna
perché dai palazzi sono ormai bandito
e guardie e servi hanno la consegna di spararmi a vista
e so che lo farebbero sebbene odino il padrone.
E questo schifo che raccolgo altrove, invece,
lo riverso di nuovo senza pietà sui piatti colmi di leccornie,
su abiti lindi stirati profumati ridotti ai minimi termini
in un tentativo ipocrita di leggerezza trasparenza sincera disposizione.
Eppure son solo parole e delle più sconce
e puzzano non poco e quando va bene sanno d'aglio.
Eppure son solo parole che non hanno mai salvato un mondo.
E non hanno salvato me e non lo faranno con chicchessia.
Eppure son solo parole che nessun medico prescriverebbe
che nessun amante proferirebbe che nessuna amante apprezzerebbe.
Eppure son solo specchi.

© G.M. Schmitt

venerdì 19 maggio 2017

Quest'ignominia

“Pestilenziale congerie di vapori” (Amleto, Shakespeare)

Cerco di rubare ogni sorriso possibile
a quest'ignominia
e affogo dolore e spossatezza,
disorientamento e delusione,
con tutto ciò che può servire,
tutto quel che strappo alla terra e al cielo
per lenire questo dolore,
dar sollievo a questo amore

che gonfia il petto e non rende eroi,
si lancia dal dirupo
ma deve ancora forgiarsi ali.

Ho una sacca colma di gioie sottratte
a quest'ignominia:

raccoglile tu se non vedrai spuntarmi ali,
ritrovale sparse per questa valle,
falle tue e godile prima che se le riprenda
quest'ignominia.

© G.M. Schmitt

Non ho remi da tirare in barca

Non ho una barca,


solo una misera zattera


e nessun remo da tirare a bordo,


ma il mare mi accoglie lo stesso.




Ho soltanto le mie mani


per suggerire una direzione


a questo mio andare,


ma il mare si piega lo stesso.




C'è posto, però, accanto a me


e il mare è lo stesso


e quest'orizzonte vasto e accogliente





e derive non temo. 


© G.M. Schmitt

Tutto quel che serve

Gli anni li abbiamo divorati,
frantumi e cenere e poco altro
e nulla che possa consolarci. Eppure
non vedevamo quant'erano pesanti e dispersivi
e nei ricordi che mentono non scorgo pregi,
giusto un po' di combustibile per lasciarli bruciare.

Abbiamo un giorno, però, prima di un altro giorno

e quello - lo vedo, ora lo vedo - ha tutto quel che serve
per vivere e ridere e sorridere
nonostante il tempo che fu
e quel che sarà.

© G.M. Schmitt

mercoledì 17 maggio 2017

Ho solo amore

Ho solo amore,
pegno e garanzia,
non ho altro.
Non sono un buon partito,
non ho ucciso il principe
per prenderne l'azzurro,
ma perché non fosse più.
Ho mani grandi per sfiorare
e accarezzare, ma inabili a violare.
E occhi chiari che ho specchiato nei tuoi
e che ancora rifrangono
la tua luce in arcobaleni.

Ho solo amore,
per fare l'amore e portarti in un cielo.
L'altro è altrove dove io non sono.

Dove non posso venire.

© G.M. Schmitt